La sindrome fibromialgica — patologia cronica e complessa caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, astenia e disturbi del sonno — ha segnato una svolta fondamentale nel suo percorso di tutela istituzionale grazie al formale inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) tra le malattie croniche e invalidanti.Questo passaggio segna la fine della cosiddetta "invisibilità" per circa 2 milioni di persone in Italia, garantendo l'accesso ad alcune prestazioni sanitarie a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tramite codice di esenzione (Codice 068).
L'inserimento della fibromialgia nei LEA disciplina l'erogazione in esenzione dal ticket per specifiche prestazioni diagnostiche e terapeutiche, in particolare rivolte alle forme di malattia da moderate a severe:
Per beneficiare delle prestazioni in esenzione, la diagnosi deve essere formulata e certificata da centri specialistici (reumatologici o di terapia del dolore) accreditati dal SSN, che attestino la gravità e l'impatto funzionale della patologia attraverso scale validate (come il questionnaire FIQR - Fibromyalgia Impact Questionnaire).
Nonostante il traguardo storico rappresentato dai LEA, associazioni di pazienti (come CFU-Italia ODV e AISF) e società scientifiche (come il CReI) sottolineano l'esigenza di compiere ulteriori passi:
