01 Nov

La sindrome fibromialgica — patologia cronica e complessa caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, astenia e disturbi del sonno — ha segnato una svolta fondamentale nel suo percorso di tutela istituzionale grazie al formale inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) tra le malattie croniche e invalidanti.Questo passaggio segna la fine della cosiddetta "invisibilità" per circa 2 milioni di persone in Italia, garantendo l'accesso ad alcune prestazioni sanitarie a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tramite codice di esenzione (Codice 068).

Cosa prevede l'inserimento nei LEA?

L'inserimento della fibromialgia nei LEA disciplina l'erogazione in esenzione dal ticket per specifiche prestazioni diagnostiche e terapeutiche, in particolare rivolte alle forme di malattia da moderate a severe:

  • Visita specialistica di controllo: una visita di rivalutazione/controllo ogni 12 mesi presso centri o specialisti di riferimento.
  • Fisioterapia e riabilitazione: un ciclo di 10 sedute di rieducazione motoria di gruppo all'anno per il recupero funzionale e il contrasto della rigidità.
  • Supporto psicologico/psichiatrico: una visita psichiatrica ogni 12 mesi per la gestione delle comorbilità d'ansia, tono dell'umore o sonno correlate al dolore cronico.
  • Cure termali: accesso a percorsi balneo-fango-terapici convenzionati.

Criteri di accesso ed esenzione (Codice 068)

Per beneficiare delle prestazioni in esenzione, la diagnosi deve essere formulata e certificata da centri specialistici (reumatologici o di terapia del dolore) accreditati dal SSN, che attestino la gravità e l'impatto funzionale della patologia attraverso scale validate (come il questionnaire FIQR - Fibromyalgia Impact Questionnaire).

Il dibattito attuale e le prospettive future

Nonostante il traguardo storico rappresentato dai LEA, associazioni di pazienti (come CFU-Italia ODV e AISF) e società scientifiche (come il CReI) sottolineano l'esigenza di compiere ulteriori passi:

  1. Criteri di severità restrittivi: L'esenzione attuale rischia di essere limitata solo alle forme più severe della patologia, lasciando scoperta una percentuale significativa di pazienti con forme lievi o moderate che necessitano comunque di presa in carico.
  2. Standardizzazione territoriale: Le Regioni stanno progressivamente attuando i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) per garantire una presa in carico uniforme su tutto il territorio nazionale.
  3. Verso una legge nazionale: Clinici e associazioni promuovono l'approvazione di una legge quadro nazionale specifica sulla fibromialgia che estenda le tutele anche in ambito lavorativo, sociale e d'invalidità civile.
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